Intervista aggiornata a luglio 2026
"Pensa al lavoro che vorresti avere tra dieci anni e poi pianifica all’indietro quali esperienze dovrai fare per arrivare lì, definendo delle tappe intermedie. Sappi che non andrà esattamente come previsto, ma non perdere di vista né l’obiettivo né la rotta."
1) NOME - COGNOME
Alberto Natta
2) AZIENDA ATTUALE PRESSO CUI SEI IMPEGNATO, RUOLO E SEDE
Commissione Europea – Servizio per gli Strumenti di Politica Estera, Capo Settore, Bruxelles (Belgio)
3) FORMAZIONE PRESSO L’UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TRIESTE: LAUREA/MASTER/DOTTORATO
Laurea triennale e Laurea magistrale in Scienze internazionali e diplomatiche
4) IN CHE MODO IL TUO PERCORSO DI STUDI HA INFLUITO SULLE TUE SCELTE PROFESSIONALI?
Il percorso di studi molto orientato all’internazionalità mi ha aiutato a ‘conoscere il mondo prima che lo girassi’. Ciò è stato molto utile per comprendere quali questioni e quale aree geografiche mi sarebbe piaciuto appronfondire. A tal riguardo, i corsi di storia e cultura dei Paesi extra-europei e l’opportunità di studiare arabo sono stati fattori determinanti nella mia carriera per l’ONU in Medio Oriente e, di seguito, per l’Unione Europea.
5) IN COSA CONSISTE IL TUO LAVORO?
Gestisco la programmazione di interventi di risposta alle crisi politiche e di sicurezza nei Paesi terzi. Quando scoppiano conflitti o si verificano drastici sviluppi in Medio Oriente, in Africa o in altri parti del mondo, l’Unione Europea risponde non solo con aiuti umanitari, ma anche con prese di posizione politica. Io mi occupo di tradurre tali politiche in programmi tangibili sul territorio. Questi possono essere, per esempio, sostegno alle autorità, sforzi per raggiungere un cessate-il-fuoco, programmi di stabilizzazioni, attività di sminamento, ecc. Tra questi, una delle mie principali responsabilità è il coordinamento di sforzi di mediazione di pace e di sostegno a mediatori internazionali.
L’avere in precedenza lavorato per una decina di anni per l’ONU in Medio Oriente, focalizzandomi in particolare sulla promozione della pace e dello sviluppo sostenibile, mi ha dato un’enorme opportunità di sviluppare queste e altre conoscenze.
6) PERCHÉ HAI DECISO DI CANDIDARTI PER L’AZIENDA/ENTE PER CUI LAVORI?
Diversificare le proprie esperienze e mettersi in gioco in nuovi settori è fondamentale per il proprio sviluppo professionale. Per quanto fosse interessante e motivante lavorare per l’ONU per tanti anni, ho ritenuto importante guardare al settore delle relazioni internazionali da una prospettiva diversa e più europea. Inoltre, dopo anni intensi in paesi in conflitto e lontano dall’Europa e dalla famiglia, lo spostamento in Belgio mi ha permesso di dare maggiore priorità alla sfera personale. Per chi come me ha studiato Scienze Internazionali e Diplomatiche, lavorare al servizio della pace e dell’Europa è una passione che ho sempre seguito con entusiasmo e dedizione.
7) RITIENI DI ESSERE CRESCIUTO DAL PUNTO DI VISTA PROFESSIONALE? CHE COMPETENZE HAI ACQUISITO?
Sono certamente cresciuto dal punto di vista professionale, ma anche da quello personale. Con il tempo ho rafforzato la mia capacità di analisi e di critica, che sono fondamentali per leggere a fondo diversi contesti e circostanze, e soprattutto per proporre soluzioni nuove. Ho imparato a utilizzare le conoscenze multidisciplinari imparate all’università - come la storia, il diritto, l’economia, la sociologia, ecc. - come chiavi di lettura per ogni Paese e situazione in cui mi trovo, e di farlo in modo sempre più rapido.
Essendo sovente esposto a momenti di rischio o di stress, ho anche maturato la capacità di prendere decisioni in maniera molto più efficiente, a gestire le mie emozioni sotto pressione e a mantenere la calma e la lucidità anche nei momenti difficili. E questo si è anche rivelato molto utile nella vita di tutti i giorni, anche in quella puramente personale.
8) COSA CONSIGLIERESTI A UN NEOLAUREATO?
Il mio consiglio è quello di iniziare a esplorare il mercato del lavoro tenendo ben a mente quali siano i propri interessi professionali e personali. Trovare un lavoro in un ambito che ci appassiona ci aiuta ad andare avanti con più determinazione e affrontare gli ostacoli con più forza. Tuttavia non è sempre facile - soprattutto all’inizio - trovare immediatamente il lavoro “ideale”, quindi è innanzitutto doveroso avere una buona dose di pazienza.
Allo stesso tempo, però, è giusto iniziare a maturare esperienza e quindi cogliere le opportunità che si presentano, cercando di sfruttarle in modo che queste possano contribuire a farci crescere verso la carriera a cui ambiamo. Con gli anni le nostre preferenze si evolveranno, in base anche alle esperienze vissute e ai lavori svolti. A mio avviso è però importante avere sempre in mente un obiettivo di medio periodo che ci possa guidare nelle nostre scelte, insomma di porsi spesso la famosa domanda “dove ti vedi fra 5-10 anni?”.