Alessandra Bruno

Alessandra Bruno
Alessandra Bruno
Laurea Magistrale in Giurisprudenza
Executive Assistant presso Lectra Italia S.p.A.
Milano

Intervista rilasciata ad agosto 2026

"Sii curioso, affidabile e pronto a imparare: sono qualità che non passano mai di moda."

 

1) NOME - COGNOME

Alessandra Bruno

 

2) AZIENDA ATTUALE PRESSO CUI SEI IMPEGNATA, RUOLO E SEDE

Lavoro presso Lectra Italia S.p.A. di Milano, come Executive Assistant della Presidente EMEA Antonella Capelli. 

 

3) FORMAZIONE PRESSO L’UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TRIESTE

Laurea Magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza 

 

4) CI RACCONTI QUALCOSA DI TE? 

Durante il mio percorso universitario ero convinta che la mia carriera sarebbe stata legata al mondo del diritto, ma nel tempo ho scoperto che le opportunità professionali possono portarti in direzioni che inizialmente non avevi immaginato.
Oggi lavoro come Executive Assistant in un contesto internazionale e dinamico, un ruolo che mi permette di coniugare organizzazione, gestione delle relazioni, problem solving e supporto strategico al management. È un lavoro che mi appassiona perché ogni giorno è diverso e perché mi consente di collaborare con persone provenienti da Paesi, culture e funzioni aziendali differenti.
Nel corso della mia carriera ho imparato che flessibilità, curiosità e voglia di mettersi in gioco sono qualità fondamentali per crescere professionalmente. Proprio per questo mi piace condividere la mia esperienza con gli studenti e i neolaureati, per dimostrare che un percorso professionale non è sempre lineare e che spesso le opportunità più interessanti nascono quando si è pronti a uscire dalla propria zona di comfort.
Se dovessi descrivermi in poche parole, direi che sono una persona curiosa, organizzata e orientata al network, che ama facilitare il lavoro degli altri, costruire connessioni e trasformare le sfide quotidiane in occasioni di crescita.

 

5) COSA TI APPASSIONA DEL TUO LAVORO? 

Ciò che mi appassiona del mio lavoro è la possibilità di essere al centro di attività, persone e progetti molto diversi tra loro. Mi piace supportare il management non solo da un punto di vista organizzativo, ma anche contribuendo concretamente al raggiungimento degli obiettivi del team. 
Ogni giornata è diversa dalla precedente e richiede capacità di adattamento, problem solving e gestione delle priorità. Trovo particolarmente stimolante lavorare in un contesto internazionale, confrontarmi con culture e interlocutori differenti e creare collegamenti tra persone e funzioni aziendali diverse. 
Mi piace essere un punto di riferimento affidabile, facilitare il lavoro degli altri e vedere come anche il mio contributo possa fare la differenza nel successo di un progetto. Quello che amo di più, però, è la continua opportunità di imparare: ogni nuova sfida, ogni cambiamento organizzativo e ogni progetto rappresentano un'occasione per crescere sia professionalmente che personalmente.

 

6) COSA PORTI CON TE DELL’ESPERIENZA DI STUDIO ALL’UNIVERSITÀ DI TRIESTE?

L’università mi ha aiutato a sviluppare curiosità intellettuale, capacità di approfondimento e la consapevolezza che l'apprendimento non termina con la laurea, ma continua per tutta la vita professionale. Porto con me anche il valore delle relazioni costruite durante quegli anni: il confronto con colleghi, docenti e realtà associative mi ha permesso di crescere non solo dal punto di vista accademico, ma anche personale.

 

7) QUALI SONO LE COMPETENZE O CARATTERISTICHE INDISPENSABILI PER IL TUO LAVORO?

Nel mio lavoro ci sono alcune competenze che considero fondamentali. Prima di tutto l'empatia e la capacità di ascolto, perché una parte importante del mio ruolo consiste nel comprendere le esigenze delle persone e costruire relazioni di fiducia.
È poi indispensabile una buona gestione del tempo e delle priorità, soprattutto in contesti dinamici dove si gestiscono contemporaneamente attività, progetti e interlocutori diversi.
La proattività è un'altra caratteristica chiave: spesso non basta reagire alle richieste, ma è necessario anticipare bisogni, individuare possibili criticità e proporre soluzioni prima che i problemi si presentino.
Ritengo inoltre molto importante avere una visione d'insieme dell'organizzazione, per comprendere come le diverse attività siano collegate tra loro e contribuire in modo efficace agli obiettivi comuni. 
Un aspetto spesso sottovalutato è l'arte di fare domande: fare le domande giuste permette di raccogliere le informazioni necessarie, chiarire le aspettative e prendere decisioni più consapevoli.
Infine, il problem solving è una competenza indispensabile. Ogni giorno possono emergere imprevisti e bisogna essere in grado di trovare rapidamente soluzioni pratiche ed efficaci. In sintesi, mi piace definire il mio ruolo come quello di un "ponte": tra persone, funzioni, idee e obiettivi, facilitando la comunicazione e la collaborazione affinché tutto possa funzionare al meglio.


8) COSA CONSIGLIERESTI A UN NEOLAUREATO CHE HA INIZIATO LA RICERCA DEL PRIMO IMPIEGO?

Il consiglio che darei a un neolaureato è di non concentrarsi esclusivamente sul trovare subito il lavoro perfetto. I primi anni della propria carriera dovrebbero essere vissuti come un'opportunità per imparare, sperimentare e conoscere meglio sé stessi.
Siate curiosi, fate domande e non abbiate paura di uscire dalla vostra zona di comfort. Molto spesso le opportunità più interessanti arrivano da percorsi che non avevamo pianificato.
Cercate di valorizzare ogni esperienza, anche quelle che inizialmente possono sembrare lontane dai vostri obiettivi: ogni attività vi aiuterà a sviluppare competenze, relazioni e una maggiore consapevolezza di ciò che vi appassiona davvero.
Infine, non scoraggiatevi davanti ai rifiuti o agli ostacoli. La carriera non è quasi mai una linea retta: è fatta di tentativi, cambiamenti e occasioni inaspettate. L'importante è continuare a imparare, mantenere un atteggiamento positivo e avere il coraggio di cogliere le opportunità quando si presentano.


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