Duna Viezzoli

Duna Viezzoli
Duna Viezzoli
Laurea in discipline letterarie, archeologiche e storico-artistiche
Progettista culturale e formatrice in regime di libera professione e Co-fondatrice di The Field Società Cooperativa (ICC) a Trieste, ricercatrice, facilitatrice e project manager
Trieste

Intervista rilasciata ad agosto 2026

"Non farti spaventare dalle situazioni di crisi o di incertezza, ma lavora sulla tua centratura personale e professionale per capire cosa veramente vuoi: quando valori, desideri e obiettivi sono allineati, la strada si apre chiara davanti a te."

 

1) NOME - COGNOME
Duna Viezzoli
 

2) AZIENDA ATTUALE PRESSO CUI SEI IMPEGNATA, RUOLO E SEDE
Progettista culturale e formatrice in regime di libera professione a Trieste
Co-fondatrice di The Field Società Cooperativa (ICC) a Trieste, ricercatrice, facilitatrice e project manager
 

3) FORMAZIONE PRESSO L’UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TRIESTE
Laurea triennale in Discipline Letterarie, Archeologiche e Storico-Artistiche
- con Erasmus+ di 9 mesi per studio presso la University of Warwick, Coventry (UK)
 

4) ULTERIORE FORMAZIONE (PRESSO ALTRI ISTITUTI UNIVERSITARI: CORSI DI STUDIO/MASTER/DOTTORATI DI RICERCA)
Laurea magistrale in Giornalismo e Cultura Editoriale presso Università degli Studi di Parma
- con Erasmus Mundus di 6 mesi per studio alla Universidad Autónoma de Buenos Aires (AR)
- con Erasmus+ di 3 mesi per tirocinio post laurea al North Edinburgh Arts (UK)
MA in Arts, Festival and Cultural Management presso Queen Margaret University di Edimburgo (UK)

5) IN CHE MODO IL TUO PERCORSO DI STUDI HA INFLUITO SULLE TUE SCELTE PROFESSIONALI?
Il mio percorso di studi è stato coerente, in ciascun momento, con ciò che sentivo di voler fare: non è stato lineare né scontato, ma ogni anello della catena mi ha portata al passo successivo in maniera naturale, mettendomi davanti a sfide e decisioni che mi hanno fatto crescere e costruire un percorso indipendente e allineato con la mia visione del mondo.
La mia prima scelta, la triennale in Lettere, considerata una laurea “debole”, è stata quella ideale, l’unica possibile in quel momento della mia vita - e la rifarei. Mi ci sono dedicata con molto impegno e con fiducia, arricchendola con esperienze trasversali in Italia e all’estero, ed è stato il passo fondamentale per costruire gli strumenti critici con cui ho poi condotto ogni tratto del mio percorso.


6) IN COSA CONSISTE IL TUO LAVORO?
Sono una progettista culturale: attraverso progetti volti alla cooperazione, alla formazione e alla trasformazione dei territori su base culturale, costruisco ponti tra culture, discipline e settori diversi per innescare processi di cambiamento. Credo fortemente nel valore e nel ruolo trasformativo delle pratiche culturali e creative all’interno della società, non come qualcosa di alto e lontano, ma come patrimonio condiviso che veicola gli strumenti necessari per affrontare la complessità e il cambiamento. Questo principio guida verso l’emancipazione delle persone nelle loro scelte di vita, nel loro modo di stare nel mondo, nell’immaginare il futuro. Quando azioni, personali e collettive, di individui ed enti sono allineate, portano alla trasformazione ambientale e sociale, a quella transizione giusta oggi più che mai necessaria. Questi sono i principi fondamentali che guidano il mio lavoro di ricercatrice e consulente con professionisti, organizzazioni culturali (e non), enti pubblici e istituti di ricerca.


7) PERCHÉ HAI DECISO DI CANDIDARTI PER L’AZIENDA/ENTE PER CUI LAVORI?
Così come si articola oggi, a Trieste non esistevano posizioni per il mio lavoro: negli anni, attraverso esperienze e reti, ho messo a sistema ciò che c’era sul territorio transfrontaliero e ho delineato autonomamente i contorni di una figura professionale che prima non aveva definizione. Ciò è stato possibile grazie alle opportunità garantite dai finanziamenti europei per la cultura e al lavoro parallelo di altre persone che, come me, hanno contribuito a dare visibilità e spessore all’ambito della progettazione culturale in Italia e in Europa, arrivando oggi a delinearla come una professione.


8) RITIENI DI ESSERE CRESCIUTO DAL PUNTO DI VISTA PROFESSIONALE? CHE COMPETENZE HAI ACQUISITO?
Ogni esperienza di studio, di volontariato e di lavoro mi ha fatto crescere: di norma, non appena acquisisco una competenza o una conoscenza approfondita di un determinato ambito, in maniera molto naturale mi muovo, cambio prospettiva e vado alla ricerca di altre vie per apprenderne di nuove, senza fermarmi in uno spazio di certezza totale. Ma non lascio indietro niente: ogni pezzetto contribuisce al mosaico complessivo e viene messo a sistema per sviluppare nuovi metodi, approcci e visioni, che incanalo e declino nelle mie attività progettuali, sempre volte al cambiamento sistemico. 

9) COSA CONSIGLIERESTI A UN NEOLAUREATO?
Non accontentarti mai e mettiti sempre in discussione, senza paura di fare scelte che agli altri sembrano poco utili: non ci sono percorsi giusti o sbagliati in generale, ma dipende da te capire chi sei e in che modo vuoi portare la tua energia nel mondo, con quale scopo. Quindi non farti spaventare dalla contemporaneità, dai suoi gradi di complessità in aumento e i suoi contorni sempre meno nitidi, ma ragiona sui tuoi desideri, su ciò che davvero vuoi incarnare: usa queste come coordinate nella tempesta e innesca in prima persona il cambiamento che vuoi vedere nel mondo.


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