Intervista aggiornata a settembre 2026
"Cercare per quanto possibile di seguire ciò che più piace fare, o di cui si è maggiormente appassionati e investirci tempo, focus e risorse. Da un punto di vista pratico, consiglierei di costruire e arricchire il proprio percorso con esperienze di studio e lavoro all’estero che permettano di essere esposti a nuove culture, lingue e a stimoli diversi, oltre che arricchire il proprio curriculum.
Inoltre, suggerirei di rimanere curiosi e flessibili. Alcune esperienze magari non saranno esattamente quello che ci si aspetta. Altre invece ci sorprenderanno per quanto siano in linea con chi siamo e con ciò che vogliamo fare. Non aver paura di sbagliare e se ciò accade, non è un problema. Andare sempre avanti con fiducia."
1) NOME - COGNOME
Riccardo Zennaro
2) AZIENDA ATTUALE PRESSO CUI SEI IMPEGNATO, RUOLO E SEDE
Fino a luglio 2026 ero impiegato presso United Nations Environment Programme (UNEP) come Project Management Officer (Wastewater Management) a Nairobi, Kenya. Al momento, sono in fase di transizione verso una nuova opportunità lavorativa.
3) FORMAZIONE PRESSO L’UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TRIESTE: CORSO DI STUDI/MASTER/DOTTORATO
Laurea triennale in Scienze Internazionali e Diplomatiche
4) ULTERIORE FORMAZIONE
Ho ottenuto un Master of Science in Environmental Technology and International Affairs (ETIA) presso la Vienna University of Technology (TU Wien) e Diplomatic Academy of Vienna.
5) QUALE È STATA LA TUA PRIMA ESPERIENZA DI LAVORO DOPO LA LAUREA? CREDI TI SIA SERVITA PER ENTRARE A FAR PARTE DELL’AZIENDA PER CUI LAVORI?
La prima esperienza dopo laurea triennale è stata un tirocinio di tre mesi presso il Collegio del Mondo Unito (United World College of the Adriatic, UWCAD) a Duino, vicino a Trieste. È stata un’esperienza molto bella che sicuramente ha contribuito al mio percorso. In quel periodo stavo cercando di capire cosa volessi fare dopo la laurea triennale e lavorare all’UWCAD, in un ambiente internazionale, giovane, contribuendo alle attività dell’ufficio affari sociali e internazionali e a stretto contatto con studenti, insegnanti e ospiti da tutto il mondo mi ha incoraggiato molto a perseguire un percorso all’estero e ad acquisire competenze a livello di gestione, comunicazione e professionalità.
6) PUOI SPIEGARE QUALI SONO LE TUE MANSIONI E LE RESPONSABILITÀ CHE RICOPRI?
Da gennaio 2018 a luglio 2026 ho lavorato con il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP) a Nairobi, in Kenya. Mi sono occupato principalmente di attività finalizzate a prevenire l’inquinamento delle acque dolci e marine causato da una gestione inadeguata delle acque reflue. È una tematica estremamente importante, che richiede maggiore attenzione e risorse a livello globale e alla quale sono molto appassionato.
A partire dal 2021, il mio ruolo è stato principalmente quello di guidare a livello globale le attività volte a migliorare la gestione delle acque reflue. Questo ha significato lavorare a stretto contatto con numerose organizzazioni delle Nazioni Unite e ONG, istituti di ricerca, settore privato e, soprattutto, governi, per sviluppare e implementare politiche, strategie e tecnologie volte a migliorare la gestione delle acque reflue nei rispettivi Paesi.
Mi sono inoltre occupato di attività di sensibilizzazione e sviluppo delle competenze dei principali stakeholder sul tema, oltre a gestire diversi progetti sul campo per promuovere una gestione più sostenibile delle acque reflue, recentemente in Tanzania, Kenya, Malesia e India. Infine, coordinavo le attività della Global Wastewater Initiative, un’iniziativa globale finalizzata a promuovere una migliore gestione delle acque reflue attraverso la collaborazione tra governi, organizzazioni internazionali, settore privato, ricerca e altri stakeholder.
7) C’È UN ERRORE CHE RITIENI DI AVER COMMESSO NELLA RICERCA DEI TUOI PRIMI IMPIEGHI E CHE TI SENTI DI CONDIVIDERE AFFINCHÉ ALTRI NON LO RIPETANO?
Sì, posso pensare ad almeno un errore, subito dopo aver concluso la laurea specialistica in Tecnologia Ambientale e Affari Internazionali a Vienna, in Austria.
Ero stato selezionato da un’ottima organizzazione per un’interessante posizione junior dedicata alla gestione sostenibile dell’acqua in un Paese in via di sviluppo. Nonostante avessi fatto domanda per quella posizione, una volta ottenuta l’opportunità non mi sono sentito pronto a partire e ho deciso di declinare l’offerta.
A volte ci penso ancora e riconosco che, probabilmente, ho commesso un errore nel non cogliere quell’opportunità. Da allora ho imparato che, quando si presenta un’occasione realmente in linea con i propri interessi, studi e competenze, vale la pena avere il coraggio di provarci e di buttarsi, anche quando non ci si sente completamente pronti.
Allo stesso tempo, quell’esperienza mi ha insegnato a essere più consapevole e selettivo nella ricerca del lavoro e a candidarmi solo per opportunità che sento realmente adatte al mio percorso.
8) QUALI SONO LE COMPETENZE O CARATTERISTICHE CHE TI HANNO PERMESSO DI RAGGIUNGERE I TUOI OBIETTIVI PROFESSIONALI?
A livello di competenze, credo che parlare un ottimo inglese e conoscere altre lingue straniere aiuti molto. Ho cercato di investire sempre tempo e risorse nell’imparare lingue diverse, anche in base ai Paesi e ai contesti in cui mi sono trovato, e trovo che questo abbia sempre avuto un valore importante, sia nella vita quotidiana sia in quella professionale.
Credo inoltre che aver scelto un percorso di studi e professionale all’estero sia stata una chiave importante per raggiungere i miei obiettivi. Mi ha permesso di sviluppare competenze professionali, comunicative e relazionali, oltre a capacità di lavoro di squadra, gestione, pianificazione e leadership. Soprattutto, mi ha insegnato a confrontarmi continuamente con culture, persone e contesti differenti.
Nel mio percorso non sono mancate difficoltà e momenti di incertezza. In questi casi penso che essere flessibili, adattabili, curiosi e motivati sia stato fondamentale, così come la disponibilità a imparare dalle esperienze e a rimettersi in gioco.
Guardando indietro, credo che non ci sia stata una singola competenza decisiva: ogni esperienza, anche quelle più difficili, ha contribuito in qualche modo alla persona che sono oggi e al professionista che sono diventato.
9) COSA CONSIGLIERESTI A UN NEOLAUREATO CHE DESIDERA INTRAPRENDERE LA TUA PROFESSIONE?
Entrare nel mondo delle organizzazioni internazionali può essere complesso e richiedere tempo. Il mio primo consiglio sarebbe quindi di costruire, attraverso gli studi e le prime esperienze professionali, una solida specializzazione in un settore specifico. Avere competenze tecniche riconoscibili può fare una grande differenza nella ricerca del lavoro.
Suggerirei inoltre di cercare opportunità di tirocinio presso organizzazioni internazionali. Alcuni tirocini non sono retribuiti, quindi è importante valutare in anticipo come sostenersi economicamente per alcuni mesi; altri, invece, prevedono un compenso. In entrambi i casi, possono rappresentare un'importante occasione per acquisire esperienza, conoscere il funzionamento delle organizzazioni e costruire una rete professionale.
Per chi è interessato specificamente alle Nazioni Unite, consiglierei di informarsi sui programmi sponsorizzati dal Governo italiano, come il Fellowship Programme e il Junior Professional Officer (JPO), che ogni anno offrono opportunità di ingresso nelle organizzazioni internazionali. Anche il programma dei Volontari delle Nazioni Unite (UNV) può rappresentare una buona possibilità, soprattutto per chi desidera acquisire esperienza sul campo.
Esperienze all'estero, conoscenza delle lingue, corsi di progettazione e percorsi di formazione complementari possono inoltre contribuire a costruire un profilo competitivo. Infine, consiglierei soprattutto di crederci e di avere fiducia nelle proprie capacità. Nella ricerca del lavoro si ricevono inevitabilmente dei “no”, ma non bisogna lasciarsi scoraggiare. È importante continuare a imparare, adattarsi, cogliere le opportunità e andare avanti con fiducia.
