Eleonora Presani

Eleonora Presani
Eleonora Presani
Laurea in Fisica
Head of Technology & R&D presso AgorAI SpA
Trieste

Intervista aggiornata a settembre 2026

“È importante fare un lavoro che piace, ma è più importante trovare cosa piace in un lavoro. Questo ti aiuterà a capire i tuoi punti di forza e creare il tuo percorso di carriera ideale.”

 

1) NOME - COGNOME 

Eleonora Presani

 

2) AZIENDA ATTUALE PRESSO CUI SEI IMPEGNATA, RUOLO E SEDE

Head of Technology & R&D, AgorAI SpA, Trieste

 

3) FORMAZIONE PRESSO L’UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TRIESTE: CORSO DI STUDI/MASTER/DOTTORATO

Ho fatto la laurea triennale a Trieste in Fisica, e Laurea Specialistica, sempre a Trieste, in Fisica delle Particelle. 

 

4) ULTERIORE FORMAZIONE (PRESSO ALTRI ISTITUTI UNIVERSITARI: CORSI DI STUDIO/MASTER/DOTTORATI DI RICERCA)

Dottorato di ricerca in Fisica delle astroparticelle all'Università di Amsterdam, e un post-doc al CERN, sempre per la rivelazione di particelle dallo spazio. 

 

5) CI RACCONTI QUALCOSA DI TE?

Fin da piccola sono appassionata di scienza, con la passione per capire i principi fondamentali della natura. Questo mi ha portato a studiare fisica e cosmologia. Con l’andare del tempo ho cominciato sempre di più a incuriosirmi non solo alla natura, ma anche a come noi umani la interpretiamo e come la sfruttiamo per sviluppare nuove tecnologie. Questo mi ha portato a lavorare nel campo di “product management”, dove l’interazione tra tecnologia e natura umana è il punto focale. Passando alla leadership di product management e tecnologia, ora mi focalizzo soprattutto sulla strategia e come sviluppare tecnologie applicate alla società.

 

6) COSA TI APPASSIONA DEL TUO LAVORO?

La mia passione è sempre stata una: capire sistemi complessi, capire come verificarli e come si intersecano con la conoscenza e la società umana. Questa è una linea guida che ho seguito dai tempi del mio dottorato in fisica e che è ancora più vero oggi nel campo dell'intelligenza artificiale. Da fisico ho imparato a diffidare di ciò che non si può misurare; da lì a "come si valuta se questo modello è sicuro, equo, responsabile" il passo è, in realtà, molto breve. Mi appassiona il rigore applicato a qualcosa che il mondo tratta, spesso, con troppa leggerezza.
Adesso in particolare riesco ad applicare la mia passione qui a Trieste, la mia città natale. Sono convinta che l'Europa abbia un'opportunità incredibile di creare sistemi di AI dedicati al supporto degli esseri umani e Trieste può giocare un ruolo fondamentale. 

 

7) COSA PORTI CON TE DELL’ESPERIENZA DI STUDIO ALL’UNIVERSITÀ DI TRIESTE?

All’università ho imparato a imparare, e questo è un dono che si ottiene solo grazie all’educazione accademica di alta qualità. Nella vita, per avere successo, bisogna continuare a imparare per sempre, e saper sviluppare un modo di pensare analitico e sintetico. Al di là della facoltà che si sceglie, la capacità di affrontare problemi difficili, mai visti prima, è la chiave del successo, ed è la cosa più importante che ho imparato durante gli anni universitari. 

 

8) QUALI SONO LE COMPETENZE O CARATTERISTICHE INDISPENSABILI PER IL TUO LAVORO?

Il mio lavoro è costruire da zero l'organizzazione tecnologica e di prodotto di un'azienda appena nata, e la competenza che conta più di tutte non è tecnica, ma saper prendere decisioni. Decidere cosa l'azienda è e cosa non è, quali pochi problemi vale la pena risolvere tra i tanti che arrivano, e cosa lasciare fuori anche quando a chiederlo è chi ti finanzia. Anche le competenze tecniche chiaramente servono, ma servono soprattutto per avere credibilità quando dici di no. Il rigore che ho imparato facendo ricerca in fisica mi serve ogni giorno, non per fare calcoli ma per diffidare di tutto ciò che non si può misurare o verificare, incluse le promesse commerciali sull'intelligenza artificiale.
La seconda famiglia di competenze riguarda le persone e la capacità di gestirle. Devo tenere insieme interlocutori con interessi e criteri diversi: chi finanzia, chi decide, chi valuta. Per farlo è necessario tradurre continuamente tra il linguaggio tecnico, quello del business e quello dei valori, in modo che tutti capiscano la stessa cosa. Inoltre, devo scegliere le prime persone di un team sapendo che quelle scelte definiranno la cultura per anni.
In generale, le competenze tecniche aprono la porta, ma quello che contraddistingue i leader è la capacità di leggere il contesto, formare un giudizio e sostenerlo con argomenti davanti a chi ha più potere di voi.

 

9) COSA CONSIGLIERESTI A UN NEOLAUREATO CHE HA INIZIATO LA RICERCA DEL PRIMO IMPIEGO?

Consiglierei di non fissarsi nel trovare il lavoro perfetto appena finita l’università, e cercare invece di crearsi esperienze lavorative di vario genere, per identificare i propri punti di forza e le proprie passioni. Avere un’esperienza all’estero e imparare bene l’inglese, nel caso non lo si conosca, è fondamentale. 

 

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