Intervista rilasciata ad aprile 2026
"Quando si esce dall’università ci si sente lanciati in un mare affollatissimo: niente paura, credi nelle tue capacità senza sottovalutarti e non ti precludere nessuna strada."
1) NOME - COGNOME
Giulia Verrastro
2) AZIENDA ATTUALE PRESSO CUI SEI IMPEGNATA, RUOLO E SEDE
Ulss4 Veneto Orientale, assistente amministrativo interprete presso il Punto di Primo Intervento di Jesolo (VE)
3) FORMAZIONE PRESSO L’UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TRIESTE: CORSO DI STUDI/MASTER/DOTTORATO
Laurea Triennale in Comunicazione Interlinguistica applicata con le lingue tedesco, inglese e russo.
4) ULTERIORE FORMAZIONE (PRESSO ALTRI ISTITUTI UNIVERSITARI: CORSI DI STUDIO/MASTER/DOTTORATI DI RICERCA)
Laureanda in Interpretazione presso Alma Mater Studiorum di Bologna, Campus di Forlì con lingue tedesco e russo.
5) CI RACCONTI QUALCOSA DI TE?
Fin da bambina le lingue straniere mi hanno sempre affascinata, dapprima l’inglese, poi alle scuole medie l’amore per il tedesco, passando per il russo iniziato al liceo linguistico. Ricordo che a sette anni dissi ai miei genitori “voglio fare l’interprete”, quando probabilmente non sapevo nemmeno di che cosa si trattasse. Ma questo ruolo che mi permetteva di entrare in contatto con qualcosa di diverso, di nuovo e di sconosciuto mi suscitava tanta curiosità. Traducevo tutto: testi di canzoni, segnali stradali, etichette sui detersivi. E così senza alcun dubbio scelsi il liceo linguistico, optando per il russo al posto dello spagnolo come terza lingua: sarebbe stata una sfida più impegnativa che mi avrebbe dato maggiore soddisfazione. Queste sono state poi le lingue che ho continuato ad approfondire durante la triennale a Trieste e che mi hanno permesso poi di ottenere il ruolo che ricopro al momento in Ulss4 Veneto Orientale, dove ho iniziato a lavorare come interprete per i turisti stranieri durante l’estate.
Nel tempo libero adoro viaggiare, soprattutto per assaggiare cibi nuovi e scoprire suoni di lingue a me sconosciute, ascoltare podcast di attualità e ballare, passione che ho coltivato per gran parte della mia vita.
6) COSA TI APPASSIONA DEL TUO LAVORO?
Come suggerisce il nome, il mio ruolo ha una duplice personalità: quella dell’amministrativo e quella dell’interprete. Questa dualità e possibilità di spaziare nelle mansioni svolte mi stimola a imparare ogni giorno qualcosa di nuovo, ma ciò che più mi appassiona è la mia funzione di “ponte” tra le persone e tra le culture, facendo sì che il paziente si senta compreso, accolto e ascoltato in un momento di difficoltà. È un lavoro che si colloca in un contesto non facile, ma quello che le persone sanno dare con la loro gratitudine, il loro sorriso e le parole gentili, supera di gran lunga ogni aspettativa.
7) COSA PORTI CON TE DELL’ESPERIENZA DI STUDIO ALL’UNIVERSITÀ DI TRIESTE?
L’esperienza di studio a Trieste è stata sicuramente intensa e molto formativa. Oltre a un bagaglio di amicizie, che nell’ambito dell’interpretariato sono fondamentali per creare una rete di lavoro solida e un rapporto di fiducia reciproca, la parte fondamentale del mio percorso a Trieste è stato il Doppio Diploma all’Università di Regensburg. La definirei un’avventura durata dieci mesi che mi ha fatta crescere personalmente e professionalmente, insegnandomi a vivere lontana dagli affetti e a prendere tutto di petto, nonostante le difficoltà. È lì che ho capito che tirarsi indietro non deve essere un’opzione e che la paura è necessaria per affrontare delle scelte importanti, ma che tutta la fatica viene riconosciuta prima o poi.
8) QUALI SONO LE COMPETENZE O CARATTERISTICHE INDISPENSABILI PER IL TUO LAVORO?
Innanzitutto è fondamentale avere competenze linguistiche adeguate ad affrontare un contesto sanitario, soprattutto in inglese e in tedesco, ma anche empatia e disponibilità nei confronti dei pazienti.
Un’altra competenza fondamentale è il saper lavorare in team, anche con persone che non hanno idea di come funziona il lavoro dell’interprete, per lavorare insieme a medici, OSS, infermieri e autisti di ambulanze, ricordandosi che operiamo tutti per la stessa causa.
9) COSA CONSIGLIERESTI A UN NEOLAUREATO CHE HA INIZIATO LA RICERCA DEL PRIMO IMPIEGO?
Bisogna capire che credere in sé stessi anche nei momenti di difficoltà è fondamentale. Un lavoro che può sembrare troppo impegnativo o ambizioso può aiutarti a spingerti oltre i tuoi limiti e farti imparare qualcosa di utile per la tua vita. Non sentirti troppo inesperto, tutti sono partiti da zero e si sono specializzati con il tempo. Prova diverse cose, per non precluderti la possibilità di scoprire un lavoro nuovo che magari inizialmente non avevi considerato e, se ti accorgerai che non ti piace, ti avrà aiutato a escludere cosa non vuoi nella tua vita. Ogni lavoro ti farà crescere e ti regalerà una visione diversa su un pezzo di mondo: cogli queste opportunità!