Intervista rilasciata a settembre 2026
"La curiosità è la chiave del successo: un mio caro mentor tanti anni fa, quando vivevo in Spagna, mi disse: "Nunca te acostarás sin saber una cosa más” (non andrai mai a dormire senza aver imparato qualcosa di nuovo). Il mio consiglio quindi è: non perdere mai la voglia di imparare, né l’umiltà di ammettere che ci sarà sempre da apprendere. Proprio di recente ho scelto di mettere in discussione vent'anni di carriera in Big Tech per tornare a studiare e fare ricerca sull'etica degli algoritmi e dei sistemi di intelligenza artificiale. Il cambiamento non deve spaventarvi, deve stimolarvi. Ogni sera chiedo ancora ai miei ragazzi prima di dormire: cosa hai imparato oggi? E oggi lo chiedo anche a me stessa."
1) NOME - COGNOME
Chiara Pacella
2) AZIENDA ATTUALE PRESSO CUI SEI IMPEGNATA, RUOLO E SEDE
Esperta senior di localizzazione e UX con vent'anni di carriera nella tecnologia globale (fino a recente data, Lead di programmi di qualità linguistica e IA in Meta, Dublino). Attualmente impegnata nello sviluppo di progetti di Information Ethics e nella formazione avanzata in Applied Ethical AI.
3) FORMAZIONE PRESSO L’UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TRIESTE: CORSO DI STUDI/MASTER/DOTTORATO
Corso di Laurea Magistrale in Traduzione e Interpretazione
4) ULTERIORE FORMAZIONE (PRESSO ALTRI ISTITUTI UNIVERSITARI: CORSI DI STUDIO/MASTER/DOTTORATI DI RICERCA)
Master in Applied Translation Studies (MAATS) presso la University of Leeds (Regno Unito)
Diplôme Supérieur de Langue Française presso l’Université d’Aix Marseille III (Francia)
In corso (Autunno 2026): Postgraduate Certificate in Applied Ethical AI presso lo IADT (Dun Laoghaire Institute of Art, Design and Technology, Irlanda).
5) QUALE È STATA LA TUA PRIMA ESPERIENZA DI LAVORO DOPO LA LAUREA? CREDI TI SIA SERVITA PER ENTRARE A FAR PARTE DELL’AZIENDA PER CUI LAVORI?
Come molti aspiranti traduttori, ho iniziato il mio percorso professionale come freelance, accettando lavori di natura diversa da clienti di vario tipo: interprete nelle fiere, traduttrice di materiali di marketing, brochure tecniche, asseverazione di documenti legali. Logicamente ho anche integrato con altri lavoretti, da commessa in un negozio di abbigliamento in Galizia, in Spagna, a diversi lavori nella ristorazione nel Regno Unito, a Londra e a Leeds. Queste esperienze iniziali mi hanno dato una straordinaria capacità di adattamento e resilienza. Sono state le fondamenta che mi hanno permesso prima di entrare in Facebook nel 2010 come prima assunzione internazionale del team di localizzazione a Dublino, poi di guidare la strategia globale di qualità linguistica di Meta, e oggi di affrontare una nuova transizione verso la ricerca etica.
6) PUOI SPIEGARE QUALI SONO LE TUE MANSIONI E LE RESPONSABILITÀ CHE RICOPRI?
Dopo aver guidato per oltre un decennio l'infrastruttura di qualità e i framework di valutazione dei contenuti AI localizzati in Meta, gestendo un portafoglio di oltre 40 fornitori di servizi di localizzazione (LSP) in oltre 150 lingue, oggi ho deciso di mettere questa esperienza "dall'interno" al servizio dell'impatto sociale. Attualmente dedico le mie attività allo studio dell'Information Ethics, del co-design etico e della protezione dell'autonomia cognitiva della Gen Alpha di fronte ai sistemi di raccomandazione algoritmici. Approfondisco queste tematiche sia attraverso gli studi avanzati in Applied Ethical AI presso lo IADT, sia come autrice della newsletter indipendente Outside the Bubble, con l'obiettivo di accedere a un programma di dottorato (PhD) incentrato sulla giustizia digitale.
7) QUAL È STATO IL VALORE AGGIUNTO DELLA TUA LAUREA UNITS PER OTTENERE UN LAVORO COSÌ PRESTIGIOSO?
Ho studiato alla Scuola interpreti in un momento di cambiamento. Ho fatto parte del primo anno in cui era entrata in vigore la tanto temuta riforma dell'università: un nuovo curriculum accorciato, un percorso che univa traduzione e interpretariato nello stesso percorso di laurea, con meno tempo da dedicare alla terza lingua. Eravamo tutti un po' disorientati, ma è stata comunque un'esperienza estremamente positiva.
Dopo la laurea a Trieste mi sono trasferita all'estero, una scelta che mi ha permesso di riconoscere il valore degli anni a UniTS. Quanto ho imparato a Trieste sia a livello di lingua, sia di traduzione mi ha permesso di acquisire competenze uniche: non credo che nessun’altra università offra questo livello.
Penso sia stata una combinazione perfetta avere una base molto tradizionale di linguistica hardcore negli anni di Trieste, completata da conoscenze tecniche avanzate nel successivo percorso di specializzazione.
Oggi mi rendo conto che capire come la lingua e la cultura modellano il pensiero umano è il valore aggiunto più richiesto attualmente non solo nella localizzazione tech, ma soprattutto nell'etica dell'intelligenza artificiale, dove i bias linguistici e culturali definiscono il flusso delle informazioni globali.
In generale, per ottenere il posto dei sogni sono necessari molto fattori: bagaglio culturale, percorso formativo, personalità e…l'essere al posto giusto al momento giusto (o essere pronti ad andare nel posto giusto!)
8) QUALI SONO LE COMPETENZE O CARATTERISTICHE CHE TI HANNO PERMESSO DI RAGGIUNGERE I TUOI OBIETTIVI PROFESSIONALI?
Adattabilità, intraprendenza, la tipica “parlantina”, non lo nascondo, e una forte attitudine alle connessioni interdisciplinari che mi ha aiutato a stabilire contatti e connessioni nel mio settore e anche in ambiti correlati (collaborando costantemente con team di UX, Content Design, Product Design/Engineering e Data Analytics). Soprattutto, la capacità di esercitare il pensiero critico e un'incurabile curiosità che mi ha spinto a non fermarmi mai, nemmeno quando si è trattato di reinventarmi dopo una lunga carriera corporate.
9) COSA CONSIGLIERESTI A UN NEOLAUREATO CHE DESIDERA INTRAPRENDERE LA TUA PROFESSIONE?
Voglio essere onesta: la professione per cui io sono stata formata, quella del traduttore vecchio stampo, non esiste quasi più. Per chi desidera entrare nel mondo della localizzazione o della globalizzazione, consiglio di prediligere la prima caratteristica che ho menzionato sopra: l’adattabilità. Il mondo del lavoro è in pieno stravolgimento. Si sente molto parlare di Human-in-the-loop, Human-on-the-loop, AI-first. È tutto vero, ma quello che è ancora più vero è che il cambiamento va accettato e non combattuto. È umano e comprensibile temerlo e un messaggio importante da passare alla nuova generazione che si sta formando in questi anni è che è normale uscire dall’università non avendo tutte le competenze e le conoscenze per svolgere un particolare mestiere, specialmente ora che tutti i mestieri stanno evolvendo. Le competenze si acquisiscono e anche persone che al momento sono senior e completamente integrate nel mondo del lavoro si stanno reinventando. I giovani hanno anzi il vantaggio di avere una mente più elastica essendo nati e cresciuti in ambienti molto più dinamici della mia generazione o di quelle precedenti. Questo è il vero superpotere che vi distinguerà. Sfruttate il fatto di essere nativi digitali, ma imparate a guardare sempre al di fuori della bolla.
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