Intervista rilasciata in Aprile 2026
"Prima di chiederti dove vuoi arrivare, chiediti chi vuoi essere mentre ci arrivi. Perché vedrai che il percorso giusto non sarà mai quello più diretto, intuitivo o già tracciato, ma quello che riuscirai a fare davvero tuo giorno per giorno."
1) NOME E COGNOME
EVA MASCOLINO
2) AZIENDA ATTUALE PRESSO CUI SEI IMPEGNATO, RUOLO e SEDE
Collaboratrice freelance per il Gruppo Mondadori (in particolare: Mondadori Editore e Mondadori Education) e per il gruppo GeMS (in particolare: Salani, Magazzini Salani, Vallardi, Garzanti, Nord, ilLibraio.it), i due principali gruppi editoriali del panorama nazionale.
3) FORMAZIONE PRESSO L’UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TRIESTE: CORSO DI STUDI/MASTER/DOTTORATO
Laurea magistrale in Traduzione e interpretazione, conseguita con 110/110 e lode (francese e russo).
4) ULTERIORE FORMAZIONE (PRESSO ALTRI ISTITUTI UNIVERSITARI: CORSI DI STUDIO/MASTER/DOTTORATI DI RICERCA)
Master in editoria conseguito a Milano, presso la Fondazione Mondadori, in collaborazione con l’AIE (Associazione Italiana Editori) e l’Università Statale di Milano; Summer School di traduzione letteraria LETRA presso l’Università degli Studi di Trento (lingua francese, con Yasmina Mélaouah).
5) QUALE È STATA LA TUA PRIMA ESPERIENZA DI LAVORO DOPO LA LAUREA? CREDI TI SIA SERVITA PER ENTRARE A FAR PARTE DELL’AZIENDA PER CUI LAVORI?
Durante la mia prima esperienza post-laurea, sono diventata collaboratrice esterna di un’agenzia di traduzione in ambito tecnico-scientifico. Questo ha permesso di mettermi subito in gioco e di cimentarmi con un settore per me nuovo e stimolante, interfacciandomi al tempo stesso con una realtà giovane, dinamica ma al tempo stesso molto strutturata, che mi ha dato un imprinting fondamentale per le mie esperienze future. Il mio campo di specializzazione mi ha poi portata a virare più verso la traduzione letteraria e il mondo dell’editoria in generale, ma spaziare fin da subito in diverse direzioni mi ha aiutata a conoscermi meglio e a sviluppare più competenze utili in maniera parallela.
6) PUOI SPIEGARE QUALI SONO LE TUE MANSIONI E LE RESPONSABILITÀ CHE RICOPRI?
Il mio primo passo nel mondo dell'editoria risale al 2015, quando ho vinto il Premio Campiello Giovani 2015 con il racconto "Je suis Charlie". Da allora ho cominciato a collaborare con numerosi concorsi, festival e riviste culturali, oltre ad aver pubblicato più di 50 racconti nella litweb. Terminati gli studi, dopo aver svolto anche tre scambi all'estero tra Francia, Spagna e Russia, ho poi iniziato a occuparmi di molte altre mansioni in quanto professionista freelance. Per molte grandi case editrici italiane svolgo infatti il ruolo di lettrice, figura a cui vengono sottoposti dei testi italiani o stranieri ancora inediti nel nostro Paese, e che compila un report dettagliato per suggerirne o meno la pubblicazione. Mi occupo da anni anche di editing, correzione bozze e soprattutto traduzioni, spaziando dalla narrativa per bambini e adulti alla varia, dalle guide turistiche ai periodici ludici, e ho scritto o scrivo di cultura, libri e società per testate online come ilLibraio.it, Harper's Bazaar Italia, SoloLibri.net, Sul Romanzo e Sicilian Post. Sono inoltre docente e coach di scrittura, lingue e traduzione, e faccio da consulente, redattrice e progettista esterna per importanti realtà dell'editoria scolastica.
7) C’È UN ERRORE CHE RITIENI DI AVER COMMESSO NELLA RICERCA DEI TUOI PRIMI IMPIEGHI E CHE TI SENTI DI CONDIVIDERE AFFINCHÉ ALTRI NON LO RIPETANO?
Uno degli errori che penso di aver commesso nella ricerca dei miei primi impieghi ha consistito nell'essere più focalizzata sulle aziende o agenzie a cui mi rivolgevo che su me stessa. Non sempre sono riuscita a valorizzare al massimo il mio CV e a comunicare il mio talento, il mio valore e soprattutto le soft skill che mi contraddistinguono e mi rendono una risorsa affidabile, entusiasta e capace di crescere bene all'interno di un team stimolante, oltre che competente in senso stretto. Mi chiedevo poco anche che cosa desiderassi in termini economici, di welfare e di relazioni umane dal lavoro, mentre con il passare degli anni mi sono resa conto che avere le idee chiare sui miei obiettivi, sulle mie capacità e sulle mie priorità mi permette di pormi in maniera più autentica ed efficace con le realtà con cui entro in contatto. Ora tengo più a mente non solo i servizi che posso offrire, ma anche come sono in grado di pormi nell'erogarli e quali peculiarità mi appartengono, così da capire prima e meglio quanta affinità ci sia tra me e un nuovo progetto: può sembrare un aspetto di poco conto, eppure è fondamentale per instaurare subito un clima di fiducia, di rispetto e di trasparenza reciproca. Per divertirsi di più sforzandosi di meno, per appassionarsi a ciò che si fa e per lasciarsi coinvolgere su ogni livello dalle attività che si svolgono, sapendo di muoversi in un ambiente in linea con i propri valori, le proprie aspettative e la propria visione del mondo.
8) QUALI SONO LE COMPETENZE O CARATTERISTICHE CHE TI HANNO PERMESSO DI RAGGIUNGERE I TUOI OBIETTIVI PROFESSIONALI?
Ad aiutarmi nel raggiungere i miei obiettivi professionali è stato specialmente l’approccio con cui ho sempre cercato di pormi. Fin dall’inizio ho mantenuto un atteggiamento curioso e proattivo, che mi ha permesso di esplorare, farmi conoscere, correre qualche rischio e mantenere sempre vivi i miei interessi, man mano che mi si prospettavano davanti nuove sfide. Pur essendo una persona a tratti insicura, l'entusiasmo e la voglia di imparare mi hanno aiutata a uscire dalla mia comfort zone tutte le volte in cui se ne è presentata l'occasione, riuscendo a salire su ogni treno in cui mi sono imbattuta senza temporeggiare troppo. Consapevole delle mie risorse tanto quanto dei miei limiti, ma ancora di più della passione, della precisione tecnica e del senso critico che stanno dietro il mio lavoro, ho sempre avuto un approccio umile e ricettivo rispetto alle novità e alle persone in cui mi sono imbattuta, anche se al tempo stesso fiducioso (verso me stessa e verso l’Altro), metodico e ambizioso, quantomeno nel senso che ho sempre cercato di sognare in grande. Ho puntato molto sulla mia creatività e sull'unicità e autenticità del mio sguardo, facendo al tempo stesso tesoro di qualunque consiglio o batosta ricevuti – e impegnandomi a migliorare il mio livello tenendomi costantemente informata in tutti i settori tra i quali mi muovo. Il tutto accompagnato dalle competenze verticali che ho maturato nel corso del tempo in svariati ambiti, mantenendomi di mentalità quanto più aperta possibile.
9) COSA CONSIGLIERESTI A UN NEOLAUREATO CHE DESIDERA INTRAPRENDERE LA TUA PROFESSIONE?
A un* neolaureat* che desidera intraprendere la mia professione suggerirei in primo luogo di non aver paura di sbagliare. Di costruire la propria strada un passo alla volta, concedendosi deviazioni e cadute, perché spesso è capendo ciò che non ci piace fare che ci avviciniamo davvero ai contesti, alle situazioni e ai contenuti che fanno più al caso nostro. Altrettanto importante è confrontarsi sempre con chi gravita intorno a noi, anche solo per qualche tempo, costruendo una rete di relazioni solide e riconoscendo apertamente i nostri punti di forza e di debolezza, per individuare cosa potrebbe arricchirci e farci crescere. Consiglierei poi di coltivare la pazienza senza però perdere un certo slancio in avanti: i tempi dell'editoria a volte sono lunghi, e imparare ad abitarli senza scoraggiarsi e coltivando intanto la propria scintilla personale è già una competenza. Vanno tenuti gli occhi aperti su tutto ciò che esula dalla propria specializzazione, perché i confini tra i ruoli sono spesso più sfumati di quanto sembrino, e non andrebbe mai sottovalutata la cura che si mette anche negli aspetti apparentemente più laterali o meno "glamour": la puntualità, la chiarezza nelle comunicazioni, l'affidabilità. Si tratta di un settore in cui la reputazione si costruisce soprattutto così, oltre che frequentando tanti eventi, festival, rassegne e conferenze, per dare un volto, una voce e una buona dose di umanità a dei mestieri che altrimenti rischierebbero di diventare alienanti.
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