Khalil Murad

Murad Khalil
Murad Khalil
Scienze e tecniche Psicologiche
psicologo, psicologo forense e psicoterapeuta psicoanalitico
Trieste

Intervista rilasciata a marzo 2026

"Ascolta tutti e scegli da solo"

1) NOME- COGNOME 
Murad Khalil

2) AZIENDA ATTUALE PRESSO CUI SEI IMPEGNATO, RUOLO E SEDE
Libero Professionista
Lavoro come psicologo, psicologo forense e psicoterapeuta psicoanalitico

3) FORMAZIONE PRESSO L’UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TRIESTE: CORSO DI STUDI/MASTER/DOTTORATO
Laurea Triennale in Scienze e Tecniche Psicologiche

4) ULTERIORE FORMAZIONE (PRESSO ALTRI ISTITUTI UNIVERSITARI: CORSI DI STUDIO/MASTER/DOTTORATI DI RICERCA)
- Laurea Magistrale in Psicologia Criminologica Forense (Università Degli Studi di Torino)
- Specializzazione in Psicoterapia Psicanalitica (Scuola di Psicoterapia Psicanalitica di Ravenna; Sede di Trieste)

5) CI RACCONTI QUALCOSA DI TE?
Sono nato e cresciuto a Trieste, in una famiglia attraversata da più culture, cosa che mi ha aiutato a vedere che le persone non funzionano tutte allo stesso modo. Non ho scelto questo percorso per “vocazione” nel senso romantico del termine, ma per una curiosità piuttosto ostinata verso ciò che sta dietro ai comportamenti umani. Col tempo quella curiosità è diventata studio, poi lavoro. Oggi faccio una professione che richiede meno certezze di quanto si immagini e molta più capacità di restare nelle domande.

6) COSA TI APPASSIONA DEL TUO LAVORO?
Del mio lavoro mi appassiona la possibilità, forse addirittura “fortuna”, di entrare in contatto con le parti più fragili ma senza dubbio più “preziose” dell’essere umano. Non esistono protocolli che valgano per tutti e ogni volta bisogna rimettere in gioco quello che si sa. È un lavoro che ti impedisce di diventare troppo sicuro di te, e questo è un bene.

7) COSA PORTI CON TE DELL’ESPERIENZA DI STUDIO ALL’UNIVERSITÀ DI TRIESTE?
Il percorso all’Università di Trieste ha segnato l’ingresso nel mondo accademico vero e proprio. La prima cosa che mi colpì fu la grandezza e la complessità del mondo appena scoperto. Un ambiente così eterogeneo e ampio è stato fin da subito fonte di ispirazione e motivazione. Da un lato tale percorso ha permesso di sviluppare una parte chiaramente di competenza, dall’altro ha promosso l’evoluzione di una parte umana-relazionale. Infine, aggiungerei che nella mia professione la “quota” relazionale-umana entra pienamente di diritto nella competenza professionale.

8) QUALI SONO LE COMPETENZE O CARATTERISTICHE INDISPENSABILI PER IL TUO LAVORO?
Vi sono varie competenze necessarie per poter svolgere adeguatamente il mio lavoro. Eviterei liste un po’ scontate e ripetitive e riassumerei come macro-competenza un aspetto che potrebbe sembrare forse banale o forse retorico. Ciò che è essenziale per dedicarsi a pieno titolo a tale professione è l’essere sostanzialmente una “brava” persona e avere una certa chiarezza circa le proprie dinamiche interne al fine di comprendere meglio gli altri in relazione a se stessi.

9) COSA CONSIGLIERESTI A UN NEOLAUREATO CHE HA INIZIATO LA RICERCA DEL PRIMO IMPIEGO?
Sostanzialmente, direi che spesso è proprio la strada “sbagliata” a portare verso la giusta destinazione. Semplicemente per il fatto che ci consente di esplorare di più “fuori” e quindi di comprendere meglio il “dentro”. Inoltre, ove è possibile, potrebbe essere utile restare più fedeli ai nostri compromessi piuttosto che a quelli imposti dall’esterno. Non aspettarsi che qualcuno spieghi esattamente cosa fare. Ciò può sembrare un limite, ma ci permette anche di scoprire il nostro modo di fare le cose. All’inizio ci si sente spesso disorientati ed è normale. Conviene fare esperienza reale, anche imperfetta, piuttosto che inseguire l’idea del percorso ideale. Quello, di solito, non esiste.

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