Intervista rilasciata a marzo 2026
“Non è mai troppo tardi per imparare… né per cambiare. Cerca la meraviglia e segui la scoperta, ovunque ti porti.”
1) NOME - COGNOME
Nicole Pillepich
2) AZIENDA ATTUALE PRESSO CUI SEI IMPEGNATA, RUOLO E SEDE
- Immaginario Scientifico, sede di Trieste - ruolo di Divulgatrice scientifica e operatrice museale, didattica;
- Geopop s.r.l. (Ciaopeople), sede di Milano - ruolo di Divulgatrice scientifica e redattrice, content creator
( + referente in progetti di volontariato ambientale tra cui WWF FVG e WWF YOUng FVG)
Profilo: Communication & Content Specialist
Professionista della comunicazione con background scientifico e creativo, specializzata nella traduzione di contenuti complessi in comunicazione chiara, accessibile e coinvolgente. Unisco competenze di analisi, storytelling e comunicazione visiva per collegare contenuti tecnici e pubblico, facilitando la comprensione e l’engagement in contesti editoriali, educativi e digitali. Esperienza nella creazione di contenuti, gestione di progetti comunicativi e interazione con pubblici eterogenei. Interesse per ruoli in ambito comunicazione aziendale, content strategy, progetti culturali e divulgativi.
3) FORMAZIONE PRESSO L’UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TRIESTE: CORSO DI STUDI/MASTER/DOTTORATO
Laurea Triennale in Scienze e Tecnologie per l’Ambiente e la Natura
Laurea Magistrale in Ecologia dei Cambiamenti Globali
4) ULTERIORE FORMAZIONE (PRESSO ALTRI ISTITUTI UNIVERSITARI: CORSI DI STUDIO/MASTER/DOTTORATI DI RICERCA)
Erasmus post lauream presso il National Institute of Biology - Marine Station Piran (Slo)
Ambito: genetica e filogenesi, laboratorio biologico in collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Vita UniTs
5) CI RACCONTI QUALCOSA DI TE?
Sono una tipa creativa e non so stare con le mani ferme. Ho capito già da bambina che mi piaceva la creatività e così ho iniziato, inconsapevolmente, ad allenare la capacità di osservazione. Se poi hai modo di stare all’aperto ti rendi conto che la natura è il soggetto perfetto da studiare e la matita il modo migliore per far emergere ciò che ti colpisce. Ho iniziato disegnando e nel tempo ho imparato anche a raccontare a parole tutti quei piccoli dettagli che racchiudono storie.
Ho frequentato l’istituto d’arte imparando a maneggiare medium e tecniche diverse, per poi passare allo studio degli ecosistemi, della botanica e della zoologia. E ora non so fare a meno di vivere a metà tra questi due mondi: arte e scienza sono diventati parte di me.
Parallelamente, oltre alla divulgazione scientifica, mi dedico all’illustrazione per riviste, a progetti editoriali e nel tempo libero mi piace camminare, ballare, creare, imparare nuove lingue e lanciarmi all’esplorazione.
6) COSA TI APPASSIONA DEL TUO LAVORO?
Quello che trovo appassionante sono i continui stimoli che ricevo e che mi aiutano a crescere sia personalmente che professionalmente. Un nuovo studio appena uscito, un evento a cui ho partecipato, il confronto con il collega su ciò che abbiamo letto nell’ultimo libro, le chiacchiere con gli studenti o gli insegnanti: ogni esperienza amplia la mia conoscenza e la mia visione del mondo.
Il pensiero ha confini labili che cerco di allargare giorno per giorno, anche grazie a questo mestiere che appare molto inquadrato ma, allo stesso tempo, è estremamente fluido. Ma c’è di più: esistono infiniti modi di raccontare, di illustrare e di scrivere… di conseguenza non ci si annoia facilmente.
7) COSA PORTI CON TE DELL’ESPERIENZA DI STUDIO ALL’UNIVERSITÀ DI TRIESTE?
Ogni tanto è stato impegnativo, ma nel complesso frequentare l’università è stata un’esperienza molto piacevole e profondamente arricchente, sia dal punto di vista accademico che personale.
Porto con me una forte consapevolezza sull’importanza della natura e degli ecosistemi. Il corso di studi in Scienze Naturali ed Ecologia mi ha insegnato a osservare l’ambiente con uno sguardo scientifico: non limitarsi all’osservazione ma comprendere le relazioni tra organismi, habitat e processi ecologici.
In secondo luogo porto con me le competenze che ho sviluppato: metodo di osservazione, raccolta e analisi dei dati, ragionamento critico. Strumenti utili non solo nella ricerca ma anche nella vita quotidiana.
Infine porto con me professori, ricercatori e compagni di corso con cui ho condiviso studio, escursioni e progetti. In poche parole, UniTS mi ha dato, oltre alle conoscenze, una passione condivisa per l’ambiente e la sua tutela.
8) QUALI SONO LE COMPETENZE O CARATTERISTICHE INDISPENSABILI PER IL TUO LAVORO?
Essere un divulgatore scientifico significa fare da ponte tra conoscenza e persone: rendere l’informazione viva, comprensibile e rilevante nella quotidianità. Serve capacità di analisi, storytelling, sintesi, comunicazione chiara e ascolto attivo. Allo stesso tempo serve una certa abilità in quello che altri definirebbero “marketing”: capire cosa cattura l’attenzione, cosa coinvolge, come rendere un contenuto interessante senza snaturarlo. D’altronde “vendiamo” la cultura, mantenendo rigore e accessibilità, aiutando a comprendere le connessioni e i processi del mondo che ci circonda.
Se dovessi scegliere una competenza che non può mancare per nessun motivo direi che è l’abilità di trasformazione. Bisogna saper trasformare qualcosa di complicato in un racconto semplice, magari anche leggero o addirittura ironico e mettersi nei panni dell’ascoltatore. Dobbiamo quindi trasformarci nei bambini che eravamo, nella nostra versione adolescenziale e così via.
Non è una semplificazione superficiale, ma una ricostruzione consapevole della complessità. Ogni scelta (cosa includere, cosa lasciare fuori, come dirlo) è frutto di un’analisi consapevole, non di casualità. Nella chiarezza che arriva al pubblico c’è rigore, curiosità, passione e creatività ma anche tanta responsabilità e voglia di essere persone informate e migliori.
9) COSA CONSIGLIERESTI A UN NEOLAUREATO CHE HA INIZIATO LA RICERCA DEL PRIMO IMPIEGO?
Non spaventarsi eccessivamente. Entrare nel mondo del lavoro può essere frustrante ma rimane pur sempre un luogo di test per noi stessi. Non per capire se siamo abbastanza bravi o meno, ma per cominciare a pensare fuori dagli schemi che diamo per assodati. Ricevere un “no, grazie” o non ricevere risposta può voler dire che non è l’occasione giusta, che non è il momento ideale per l’azienda di assumere nuovo personale… non che in noi ci sia qualcosa che non va. Quindi consiglio di puntare in alto, di mettere da parte la paura del rifiuto e buttarsi, semplicemente. L’esperienza verrà col tempo, quello che serve a ognuno di noi per partire e per mantenere il passo sono solide skill e voglia di essere migliori di ieri. E se serve cambiare rotta… perché no? Le occasioni arrivano e possono stupirci.
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