Art. 4 – Tipologie di formazione
1. La formazione è tesa a valorizzare la crescita professionale e la soddisfazione lavorativa del dipendente, attivando una piena consapevolezza del proprio ruolo all’interno dell’Ateneo.
2. L’Ateneo sostiene la crescita e lo sviluppo del personale in tutte le fasi della vita lavorativa: sia in fase di reclutamento (formazione iniziale - “onboarding”) sia durante l’intero percorso lavorativo (formazione continua).
3. La formazione iniziale è funzionale all’apprendimento di conoscenze finalizzate al ruolo che il dipendente andrà a svolgere nell’ambito della sede di destinazione. Le iniziative possono comprendere sia corsi di formazione sia percorsi individuali affiancamento (“mentoring”[1]/”training on the job”)[2] adeguatamente formalizzati.
4. La formazione trasversale, che coinvolge tutto il personale dell’Ateneo, ha per obiettivo lo sviluppo delle soft skills e delle competenze funzionali alla realizzazione delle transizioni digitale, ecologica e amministrativa, intesa quale processo di innovazione e miglioramento continuo delle prestazioni dell’Università, volto a rendere i servizi più efficienti, digitalizzati e accessibili a tutta la sua utenza.
5. La formazione relativa all’ambito della Sicurezza sul lavoro è prevista quale formazione obbligatoria dei lavoratori pubblici ed è disciplinata dal Regolamento sulla sicurezza in Ateneo.
6. La partecipazione ad un insegnamento/modulo di corsi di laurea universitari per ogni anno accademico, a cui un dipendente sia iscritto, può essere riconosciuta ai fini della formazione obbligatoria, subordinatamente all’autorizzazione del Responsabile di struttura che ne certifichi la stretta funzionalità e l’opportunità di formazione/aggiornamento rispetto ai compiti e mansioni svolte.
Nei casi in cui il dipendente non sia iscritto a corsi di studio ma frequenti un solo corso/modulo, la partecipazione è subordinata all’autorizzazione e al rilascio di una certificazione da parte del docente.
E’ consentita eccezionalmente la partecipazione di dipendenti a master universitari e a corsi di alta formazione, motivatamente individuati e autorizzati dal Direttore Generale, con onere economico a carico dell’Amministrazione.
Tale evenienza è riservata tendenzialmente a dipendenti appartenenti alle aree professionali più elevate, atteso il considerevole impegno orario generalmente connesso, nell’ottica di un investimento che andrà a considerare il risultato in termini di miglioramento del livello qualitativo dei servizi e delle attività erogate.
La partecipazione ai corsi/moduli di cui al presente articolo è riconosciuta quale orario di servizio per il numero massimo di ore stabilite come formazione obbligatoria per i dipendenti pubblici dalle direttive ministeriali e del Dipartimento della Funzione pubblica[3].
[1] Mentoring: mira allo sviluppo personale e professionale del lavoratore, promuovendo la condivisione informale di conoscenze e la crescita attraverso il supporto di una figura senior esperta.
[2] Training on the job: si focalizza sull'acquisizione pratica di competenze lavorative specifiche attraverso l'affiancamento e l'esecuzione diretta delle mansioni.
[3] Per l’anno 2025 la Direttiva del Ministro della Pubblica Amministrazione, P.Zangrillo, dd. 14/1/2025 “Valorizzazione delle persone e produzione di valore pubblico attraverso la formazione. Principi, obiettivi e strumenti” prevede una quota pro capite annuale minima di 40 ore di formazione obbligatoria.